Nessuna squadra ha più di un giocatore nella top 10. I Rangers, come avrete capito, si sono avvicinati avendo piazzato Smoak al numero 11. Gli A’s hanno i numeri 12 e 13, Tampa Bay ne ha uno nella top 10 ed uno al numero 14, ed anche i Red Sox ne hanno due fra i primi 20 (17 e 19 rispettivamente), ma nessuno raddoppia nella top 10. Conoscendo le mie top 10 per squadra, avrete capito chi siano i primi 10 in assoluto. Iniziamo adesso a vedere in che ordine siano messi. Oggi i numeri 10 e 9.

10 – Domonic Brown, RF, Philadelphia Phillies

Brown è un giocatore con tantissima proiezione. E’ un modo come un altro per dire che sia ancora molto lontano dal raggiungere il proprio ceiling, che è fra i più alti in assoluto fra i prospetti di minor league.

Domonic è molto magro ed alto e fisicamente deve ancora finire di svilupparsi e di “riempire” il proprio fisico con muscoli, ma già adesso è molto forte fisicamente. Sebbene negli anni scorsi abbia giocato anche come CF, quest’anno è stato relegato al ruolo di RF, che sarà suo per gli anni a venire. E’ un mostro atletico, paragonato da questo punto di vista a Darryl Strawberry e nonostante la taglia è dotato di buona velocità sia in difesa, sia sulle basi. Difensivamente deve migliorare le proprie letture, ma ha mostrato un buon talento e capacità di adeguarsi ed essere un difensore sopra media, almeno nell’angolo.

La mazza di Brown ha fatto notevoli passi in avanti negli ultimi 2 anni. Brown è stato draftato solo al ventesimo giro (nel 2006) perchè era solo un mostro atletico, senza alcuna abilità tecnica. I primi anni professionali sono stati molto duri per lui (e questo si nota dalle statistiche in carriera non impressionanti, specie dalla SLG di .430), ma è riuscito a progredire in fretta. I Phillies in questi anni hanno spesso draftato giocatori simili, ma il problema è che i fenomeni atletici possono essere draftati in qualsiasi giro, con la speranza che poi sviluppino questo genere di talento. Brown è stato preso al ventesimo giro, Anthony Hewitt al primo (nel 2008), e Brown è diventato un ottimo prospetto mentre Hewitt sta naufragando. Io apprezzo tantissimo i giocatori iper-atletici, solo che preferisco quando vengono draftati dal terzo o dal quinto giro in poi, perchè possono tutti esplodere e tutti fallire, ma se fallisce una prima scelta, il prezzo da pagare è più alto.

Detto tutto questo, Brown ha sviluppato anche una disciplina al piatto di ottima qualità ed assieme all’occhio, la velocità di mazza ha fatto il resto. Brown batte tante linee, cammina molto e quest’anno in A+ ha anche mostrato una ISO superiore a .200 per la prima volta in carriera (poi .177 in AA a 21 anni). E’ ancora giovane, è in crescita verticale. E’ vero che ci siano dei rischi nella sua proiezione ed alcuni non sono convinti che la potenza finisca per svilupparsi del tutto, ma non c’è ragione per cui Brown non possa alla lunga diventare un eccellente giocatore MLB. Potremmo trovarlo in MLB nel 2011 anche se lo lascerei nelle minors per tutto il 2010. A livello di produzione il suo ceiling è immenso, ma dovrebbe finire per collocarsi fra Nick Markakis e JD Drew, per citare due suoi colleghi di posizione con qualche similarità a livello tecnico (ma non fisico).

9 – Pedro Alvarez, 3B, Pittsburgh Pirates

Pedro è stato preso come secondo assoluto al draft dell’anno scorso, con un contratto MLB di 6.335 milioni firmato proprio all’ultimo secondo utile (e forse oltre, stando ad alcuni reports). Alvarez era considerato il miglior hitter a disposizione nel draft ed i Pirates hanno pagato caro per assicurarselo. Dopo un primo mese davvero duro e forse propiziato dalla scarsa forma fisica in cui Alvarez è arrivato allo Spring Training (oltre alla BABIP di .255), è finalmente decollato mostrando le qualità offensive tanto decantate.

Alvarez è massiccio fisicamente, ma nonostante il fisico ed un leggero sovrappeso, ha un discreto atletismo. Il suo range in terza base non sarà mai eccellente, ma ha mani morbide e per qualche anno dovrebbe riuscire ad essere un difensore medio lì, prima di completare la transizione in prima base. Personalmente credo che potrebbe durare in terza base fino più o meno ai 27-28 anni ed è anche questo che lo rende un prospetto migliore, per esempio, di Brett Wallace.

Offensivamente ha un’eccellente disciplina al piatto ed ottiene tante BB. E’ in grado di distruggere una fastball e dominerà i lanciatori destri a lungo. I suoi splits sono chiarissimi e sono un piccolo motivo di preoccupazione. Quest’anno (fra A+ ed AA) ha battuto .288/.378/.535 con 27 HR, ma contro i destri è andato .303/.408/.620 con 24 HR, mentre contro i mancini ha battuto .267/.320/.394 con 3 HR, mostrando di essere particolarmente vulnerabile alle breaking balls mancine.

Per quanto i platoon splits rimarranno un punto debole, Alvarez sarà comunque una star, anche grazie al fatto che ci siano molti più lanciatori destri che mancini in circolazione. Senza raggiungere quel genere di estremo, sarà un giocatore sulla falsariga offensiva di Adam Dunn, ma con più valore difensivo, rendendolo un All Star legittimo. Il suo ceiling è ulteriormente superiore e potrà raggiungerlo migliorando contro i mancini. Anche se non dovesse riuscirci, a questo punto il suo floor è alto al punto da garantire che sia un everyday player in MLB, nonostante il suo approdo in pianta stabile in MLB presumibilmente non avverrà prima del 2011.