Quanto successo durante il mondiale è stato a tratti grottesco. Ho parlato in parte ieri, ma c’è molto altro da dire. Proviamoci.

Non si è capito perchè abbiano assegnato alla Russia un gruppo della prima fase. Il loro fallimento è stato notevole, e lo spostamento a Zagabria è stato tardivo. Inoltre, con tutto il rispetto, non si sa esattamente cosa ci si potesse aspettare da Zagabria e dai croati, all’ultimo istante. Diciamo che siano riusciti a giocare.

In Svezia e soprattutto in Germania, il mondiale ha ottenuto un seguito (da ogni punto di vista) incredibilmente superiore alle attese e può essere classificato come successo. In Repubblica Ceca è andata così così, e di Barcellona abbiamo già discusso. Ma alla fine tutti gli occhi erano su Olanda ed Italia.

In Olanda hanno almeno avuto la buona pensata di organizzare il mondiale in città distanti circa un’ora, un’ora ed un quarto l’una dall’altra. In Italia ci sono state 16 sedi, da Torino a Messina, col risultato che una partita a Nettuno è iniziata con novanta minuti di ritardo perchè una squadra il giorno prima era a Messina e l’altra era bloccata in autobus dal traffico. Spostare le squadre da una città all’altra (pur dovendo giocare ogni giorno, a volte a 500+ km di distanza!) è stato massacrante per gli atleti. L’obiettivo dichiarato era quello di ristrutturare tanti impianti, e dunque di distribuire le partite un po’ ovunque. Ma questo è andato a palese discapito della logistica. Impossibili gli spostamenti per gli scout. Faticosi per le squadre, peggiorando anche il loro rendimento in campo a causa della fatica (quanti chilometri hanno fatto certe squadre?), e partite giocate anche in città dove non c’è stato il minimo seguito. O peggio ancora, una partita giocata a Firenze nella sera stessa di una partita della Fiorentina a 100 metri di distanza, col risultato di 100 spettatori con stadio deserto.

Ci sono state difficoltà nell’ottenere i rimborsi per la partita cancellata a Torino (ed impossibilità per chi aveva dato fiducia all’organizzazione acquistando un abbonamento). E’ stato suonato l’inno cinese per Cina Taipei. E’ stato suonato l’inno australiano per gli Stati Uniti (in diretta su MLB Network), con l’inno americano che è stato poi omesso completamente durante la prima partita con Cuba. In USA-Olanda l’inno olandese ha subito anche un “salto” della traccia. Ci sono stati grossolani errori nella gestione del tabellone dei punteggi, a Barcellona, come in Olanda, come a Nettuno.

Il sito è stato inaccurato (ci sono ancora errori nei roster) ed è stato spesso inaccessibile (lo è nel momento in cui scrivo). I siti delle organizzazioni locali sono stati a dir poco disastrosi e carenti di informazioni. L’ultimo giorno in Olanda hanno cambiato le sedi di due partite annunciandolo solo 4 ore prima dell’inizio. In Italia, come detto, una partita è iniziata con un’ora e mezza di ritardo non per motivi climatici, ma a causa di problemi logistici evidentemente prevedibili.

L’attendance è stata orribile. In Spagna è stata salvata da Cuba. Con tutti gli immigranti che hanno, sono riusciti a riempire lo stadio (per Cuba-Portorico tutto esaurito) con un’atmosfera francamente piacevole, musica e colori. Ma nelle partite senza Cuba c’è stato il deserto ed il disinteresse totale, in particolare per Spagna-Sud Africa. E’ stato un peccato. I biglietti costavano 15 euro a partita o 60 euro come abbonamento.

In Olanda hanno gonfiato i numeri in maniera allucinante, a volte più che decuplicando il numero di spettatori effettivamente presenti. Le uniche partite con un buon numero di spettatori sono state quelle della nazionale di casa, ed in alcune partite c’è stato il deserto totale, ma suppongo che abbiano contato anche scout, media, volontari, giocatori e VIP fra gli spettatori. Non trovo altra spiegazione, e comunque i numeri mi sembrano assurdamente alti rispetto a quanto visto di persona, a meno che non abbiano comprato il biglietto per poi andarsene prima dell’inizio! Dopo il primo giorno hanno provato a far entrare la gente gratis a Rotterdam e Haarlem (sempre alla faccia di chi aveva comprato in anticipo), ma neanche questo ha avuto l’effetto desiderato. Magari hanno evitato il proverbiale zero in questa maniera, ma il numero di presenti continua a sembrarmi a dir poco sospetto. Avranno i loro modi di contare, credo, ma il punto è che avrei voluto fare una mini-analisi sugli spettatori presenti, ma vedere le cifre dichiarate in Olanda rende questo esercizio assolutamente futile. Peraltro, se le volevano sparare grosse, potevano anche scrivere 40mila. Tanto a quel punto… Ma sicuramente mi sbaglierò io e gli spettatori erano nascosti da qualche parte. Il prezzo non era neanche elevato: 10 euro per le partite singole e 15 euro per i double-headers, con 20 euro per le partite dell’Olanda. Ma proprio dei mondiali non interessava a nessuno e di pubblicità non ce n’è praticamente stata, anche se NOS ha mostrato in diretta le partite olandesi.

Anche a Nettuno hanno dichiarato molti più spettatori di quanti ce ne fossero a mio modesto avviso, ma senza raggiungere le stesse punte ridicole. Certo, gli spazi vuoti quando non hanno giocato Cuba ed USA sono stati davvero deprimenti. Per la finale c’è stato un po’ di pubblico in più, sia grazie al fatto che si siano affrontate le squadre migliori, sia perchè bene o male Nettuno ha risposto un pochino. Ma c’erano comunque molti vuoti. L’IBAF sul suo sito ha inizialmente dichiarato 5000 spettatori e poi nella sua press release che ha mandato in giro ha dichiarato un “sellout” di 4600. Cosa peculiare ed interessante, visti sia i vuoti evidenti (anche in tv) lungo le linee di foul, sia la capienza dichiarata di 7500 dello Steno Borghese (dichiarata sui programmi stampati da FIBS ed IBAF).

Ringraziamo dunque il Venezuela, che ci ha concesso la finale Cuba-USA. Eh, si, perchè la geniale formula IBAF obbligava la finale fra la numero 1 del gruppo olandese e la numero 1 del gruppo italiano. USA e Cuba se avessero vinto entrambe il proprio gruppo della prima fase, sarebbero finite entrambe in Olanda. L’unica partita fra loro l’avrebbero giocata proprio lì e la finale avrebbe visto una terza incomoda, con un crollo ulteriore sia di qualità che di interesse. Il Venezuela però ha battuto gli USA, vincendo il gruppo della prima fase e spedendo gli USA in Italia, salvando non certo il mondiale, ma almeno la finale, e facendo affrontare le squadre due volte, in entrambi i casi a Nettuno. Al di là di tutto, bene o male la finale ha avuto un pubblico decente ed ha avuto una partita discretamente combattuta e di qualità a tratti apprezzabile.

Eurosport2 ha coperto l’evento, mentre Raisport Più non ha nemmeno garantito la diretta della finale del mondiale giocato in Italia. Partita mostrata in sintesi, e sono riusciti ad includere delle pause fra gli inning ed a tagliare il fuoricampo di Despaigne. I cronisti sono stati allucinanti, incompetenti, ed hanno ripetutamente sbagliato i nomi dei giocatori, mostrando di non conoscere gli americani e mostrando soprattutto un allucinante e smaccatissimo tifo pro-Cuba. Hanno anche ringiovanito Gourriel di 5 anni, ma siccome l’hanno chiamato Gourriels un paio di volte, magari parlavano di un altro. Un disastro anche questo.

Per quanto riguarda la qualità, non ci si poteva aspettare molto. Molti protagonisti del campionato italiano, come Lino Connell ed Adolfo Matamoros per citarne solo 2. Nessun Major Leaguer attuale, ovviamente, ma neanche giocatori di rilievo di KBO ed NPB. Il mondiale è stato snobbato anche da coreani (hanno mandato giocatori collegiali, principalmente) e giapponesi (hanno mandato giocatori delle leghe industriali). Solo Cuba era al meglio e chiaramente non è bastato neanche contro una selezione americana di livello globalmente di AAA nella migliore delle ipotesi (e con giocatori anche di A+). Il mondiale alla fine è stato sul livello di singolo A nella sua globalità, con una fase finale magari assimilabile all’AA. Non un granchè, ed una squadra appena calda ed organizzata poteva andare molto avanti pur senza grande qualità. L’Olanda lo ha fatto, prima di crollare nelle partite italiane (complici i trasferimenti?). In tutto questo, l’Italia deve mangiarsi i gomiti ed è stato un peccato, come al solito, vedere pochi italiani in campo.

Per riassumere, ci sono stati disagi organizzativi per gli addetti ai lavori, carenze, numeri di spettatori gonfiati ed un livello piuttosto scadente. Parte di questo è stato mostrato anche negli USA attraverso MLB Network. Il mondiale adesso è passato. Lascia molto poco, qualche impianto tirato a lucido forse. Ma era un’occasione, e noi ci accontentiamo di questo? Gli stadi sono rimasti vuoti, si è persa una possibilità unica di fare pubblicità al baseball. Si potevano invitare scuole, bambini, e fare le cose per tempo. Si potevano abbassare i prezzi, piazzando magari 3 euro simbolici per ogni bambino, o 5 per gli adulti. Invece la finale è costata 50 euro per i posti al coperto e 35 per gli altri. Le altre partite a Nettuno costavano 25 euro per il posto unico (una famiglia di 4 doveva pagare 100 euro!). I vuoti sono stati inevitabili. Ma perchè essere così ingordi da piazzare prezzi così alti? I soldi non sono entrati ugualmente, ma con prezzi inferiori non solo ci sarebbero state più persone, ma magari sarebbero riusciti a guadagnare anche di più.

C’è amarezza. Non so, forse gli organizzatori saranno felici. Forse avevano delle aspettative bassissime o si accontentano di poco. Forse sono io che ho aspettative troppo alte, ma secondo me si poteva e doveva fare molto meglio.