Si è appena concluso il mondiale IBAF, disputato in Europa e vinto dagli USA. E’ stato un evento relativamente importante, organizzato in maniera deficitaria e seguito decisamente poco. Voglio sviscerare, fra oggi e domani, alcuni fattori riguardanti l’organizzazione ed il seguito. Oggi e domani ci limitiamo al primo fattore.

Per motivi di lavoro mi sono recato in 3 sedi: Barcellona, Olanda e Nettuno. A Barcellona si è giocato al Montjuic, vicino al Palau St. Jordi e sotto la torre di Calatrava. Tutto molto suggestivo, con 4 squadre in un’unica sede. Ci sono stati bei momenti, suggestivi, anche sugli spalti (ma di questo parleremo un po’ di più domani). Per gli addetti ai lavori era riservata una sezione al livello del campo, sotto gli spalti, e dietro una rete di proiezione. C’erano le telecamere, c’erano i tele e radiocronisti e c’erano scout e media, addirittura c’erano ragazzini (volontari) addetti al trasporto di cibo ed acqua dal piano superiore a chiunque ne avesse bisogno.

O meglio, questa era l’idea teorica. Perchè poi l’esecuzione ha fatto acqua da tutte le parti. C’era poco spazio e gli addetti ai lavori erano ammassati, ma in particolare c’erano poche sedie (rigorosamente in plastica). Quelle poche sedie venivano spesso requisite per “VIP” non meglio identificati, o addirittura per le mogli e gli amici di non si sa bene chi. Io ho dovuto guardare tutte le partite in piedi, ma sono giovane, quindi poco male, ma lo hanno dovuto fare anche alcuni scout piuttosto avanti con l’età. I volontari? Giocavano, correndo anche davanti alla radar gun (a me è stato chiesto di spostarmi, da un volontario, perchè voleva vedere la partita dalla sedia sulla quale era seduto LUI, e con la radar gun a volte gli coprivo la visuale!). Altri flirtavano (con le volontarie). Alla fine l’unica addetta è stata una povera signora ultracinquantenne, ligia al dovere, ma alla quale non veniva fatta nessuna richiesta perchè le scale per andare a prendere da bere erano tante. Le condizioni lavorative sono state fastidiose ed improbabili, con un supporto praticamente inesistente in termini di stampati vari (solo un giorno hanno consegnato i lineup, ed erano anche errati, così come i numeri di maglia sul roster).

Il giorno dopo Barcellona, si è giocato in Olanda, ad Amsterdam, Rotterdam e Haarlem. Neanche un giorno di sosta e subito in campo. “Ben” 6 i posti assegnati agli scout (inclusi gli scout delle nazionali), di cui 2 al livello preciso del campo con gente che passava avanti ed indietro. Un giorno si entrava da una parte, un altro giorno da un’altra. Stadi sempre vuoti (ma di questo parleremo maggiormente). Ad Amsterdam, orribile la versione di Take Me Out to the Ballgame, cantata live con parole a casaccio. Nessun volontario per gli addetti ai lavori, ed in genere tutti bloccati all’entrata a fare non si sa bene cosa. Anche qui 2-3 volte hanno consegnato i lineup stampati, ma la maggior parte delle volte hanno evitato. Esperienza molto simile a Barcellona alla fine, con la differenza che tutti qui hanno trovato sempre posto a sedersi, ma come detto non certo perchè ci fossero più posti riservati, ma solo perchè non c’erano spettatori. Esperienza molto scadente.

Infine Nettuno. Al di là dell’ora di strade oscene che bisogna percorrere per arrivarci, una volta allo stadio l’impatto iniziale è stato ottimo. Parcheggio nella stradina adiacente allo stadio, volontari che scortavano gli addetti ai lavori ai nuovissimi seggiolini con schienale dietro casa base. Catering gratuito, programmi stampati. Tutto sorprendente. Ed infatti non è durato. Il secondo giorno agli scout è stato tolto l’accesso ai seggiolini con schienale, ed i pass si sono in pratica trasformati in ingressi gratuiti, ma senza la garanzia del posto necessario per svolgere il proprio lavoro al meglio, e si è tornati al livello di Barcellona e dell’Olanda. Niente stampati, niente più volontari a disposizione, e seggiolini (e volontari stessi) dedicati a tanti “VIP”, rappresentati da sponsor e rappresentanti di non si sa bene cosa, ma di certo non persone che invece certi posti li necessitano per svolgere il proprio lavoro. L’ultimo giorno addirittura è stata chiusa la stradina (a vantaggio di “media e VIP” hanno detto le forze dell’ordine), così come il parcheggio dietro l’esterno destro, costringendo la gente a parcheggiare più lontano e ad attraversare la statale a piedi.

Tutta l’Europa è paese alla fine. Dappertutto per i VIP c’è stato un supporto clamoroso. E’ stato quasi un evento strutturato per loro. Negli USA invece alle partite c’è molto più rispetto per chi deve lavorare. Anche per i VIP (veri o presunti) c’è il dovuto servizio, ma questo non va a discapito dei doveri organizzativi di fondo. Semplicemente da noi (e per “noi” intendo l’Europa, perchè alla fine l’organizzazione è stata analoga ovunque) le priorità sono state palesemente sbagliate. Immagino che sia un concetto di mentalità di fondo, di amore e fascino nei confronti di chi è pseudo-potente, non potendo dire di “no” anche a costo di peggiorare le condizioni di chi dovrebbe essere lì per lavorare. Purtroppo queste cose sono state viste e notate da tanti scout di tante squadre. Se questa è la mentalità del baseball europeo, perchè l’MLB dovrebbe fornirgli soldi? Boh.

Proseguiremo il discorso domani.