Mancano 12 giornate al termine del campionato di calcio. Questo vuol dire che siamo poco oltre 2/3 del campionato e che si possano tracciare i primi bilanci per vedere a questo punto chi abbia il calendario più semplice da qui alla fine.

In effetti si parla relativamente poco del calendario, ma in una fase del genere, con squadre ravvicinate e sole 12 giornate alla fine, ha un ruolo fondamentale. Per vedere chi abbia il calendario più facile, andiamo a vedere la media dei punti ottenuti dalle squadre da affrontare da qui alla fine. La media in assoluto è 1.37 (sostanzialmente la media punti casalinga del Parma, del Genoa e del Chievo), quindi se una squadra affronta squadra con una media punti superiore, ovviamente ha un calendario più duro della media. Inoltre vi propongo quella che chiamo SoS+ (SoS sta per Strength of Schedule), con media a 100: 110 vuol dire che la squadra abbia un calendario del 10% più difficile della media, mentre 95 vuol dire che la squadra abbia un calendario del 5% più facile. Eventuali discrepanze minime sono dovute ad arrotondamenti. Chi ha il calendario più semplice? In cima i più difficili da qui alla fine.

  1. Parma 1.49/109
  2. Napoli 1.48/108
  3. Brescia 1.42/104
  4. Milan 1.41/103
  5. Lecce 1.41/103
  6. Lazio 1.41/103
  7. Catania 1.40/102
  8. Genoa 1.38/101
  9. Udinese 1.38/100
  10. Juventus 1.37/100
  11. Cagliari 1.37/100
  12. Palermo 1.37/100
  13. Fiorentina 1.34/98
  14. Cesena 1.34/98
  15. Roma 1.34/98
  16. Bari 1.32/97
  17. Inter 1.31/96
  18. Chievo 1.30/95
  19. Bologna 1.27/93
  20. Sampdoria 1.26/92

Fra quelle che lottano per i piani alti, l’Inter ha un vantaggio enorme in termini di calendario. Dovrà affrontare Napoli, Milan e Lazio, ma le altre 9 partite sono molto semplici. Naturalmente questo vuole anche dire che abbia affrontare gli incontri più difficili già in passato, ma da qui alla fine ha un vantaggio piuttosto clamoroso sulle altre in cima. In coda alla classifica, il Parma ha un calendario orribile e rischia di essere risucchiato in fondo.

Ma effettivamente questo non basta. Affrontare il Catania in casa sua (dove fa 1.69 punti a partita) o in casa propria (in trasferta fa 0.31 punti a partita) fa tutta la differenza del mondo. Che succede se rifacciamo lo stesso studio, ma differenziando fra partite in casa e trasferta? Chi ha adesso il calendario più duro? La terza colonna che vedete è la differenza in SoS+ fra la classifica di prima e questa (più specifica).

  1. Parma 1.60/117/+8
  2. Lazio 1.56/114/+11
  3. Napoli 1.47/108/=
  4. Milan 1.46/107/+4
  5. Palermo 1.46/107/+7
  6. Catania 1.40/103/+1
  7. Udinese 1.39/102/+2
  8. Genoa 1.38/101/=
  9. Juventus 1.38/100/=
  10. Roma 1.38/100/+2
  11. Cesena 1.35/98/=
  12. Lecce 1.34/98/-5
  13. Cagliari 1.33/97/-3
  14. Brescia 1.32/96/-8
  15. Fiorentina 1.30/95/-3
  16. Bologna 1.29/94/+1
  17. Inter 1.26/92/-4
  18. Chievo 1.26/92/-3
  19. Bari 1.26/92/-5
  20. Sampdoria 1.20/88/-4

Il povero Parma già aveva il calendario più duro, ma la particolare configurazione casa/trasferta glielo peggiora notevolmente. Avrà partite davvero durissime da qui alla fine. Peggiora di molto anche la situazione di Lazio e Milan. Migliora ulteriormente invece quella dell’Inter, ancora più favorita per l’eventuale conferma, almeno basandosi unicamente sul calendario. Da notare i calendari di Lecce e Brescia, che da più difficili della media diventano invece più facili (sotto 100). Il perché è molto semplice e lo limito ad un esempio: il Lecce nella 28ma e 29ma giornata affronterà Roma e Bologna al Via del Mare. Fuori casa la Roma fa 1.07 punti a partita, il Bologna 0.77, mentre in casa sono fra le più forti del campionato (entrambe attorno ai 2 punti a partita). Affrontarle dentro o fuori fa tutta la differenza del mondo. Adesso però vediamo anche un’altra cosa. Quante partite “premium” ha una squadra? E quante partite “bonus”? Ho definito come “premium” le partite contro le squadre con 2 o più punti di media a partita, mentre “bonus” le partite contro le squadre con meno di 1 punto di media a partita. Essendoci 20 squadre, dividendo la classifica in partite in casa e trasferta si generano sostanzialmente 40 squadre diverse. Di queste 40, 8 sono premium (ossia guadagnano almeno 2 punti a partita, ed il Milan è l’unica che ci riesca sia in casa che in trasferta) e 10 sono bonus (ossia guadagnano meno di 1 punto a partita, ed il Bari è l’unica che ci riesca sia in casa che in trasferta):

  1. Parma 3 premium/1 bonus
  2. Lazio 4/2
  3. Napoli 2/1
  4. Milan 3/3
  5. Palermo 3/2
  6. Catania 2/2
  7. Udinese 3/3
  8. Genoa 3/4
  9. Juventus 3/3
  10. Roma 2/3
  11. Cesena 2/3
  12. Lecce 1/2
  13. Cagliari 2/4
  14. Brescia 2/4
  15. Fiorentina 2/3
  16. Bologna 1/3
  17. Inter 2/3
  18. Chievo 3/6
  19. Bari 3/4
  20. Sampdoria 2/5

Parma e Napoli hanno il minor numero di partite semplicissime, mentre Lecce e Bologna hanno il minor numero di partite durissime. Vediamo anche rispetto alla semplice media come si collochino (come detto, Chievo, Genoa e Parma in casa loro sono considerate medie, mentre tutte le altre sono più o meno difficili della media):

  1. Parma 9 più difficili della media/1 media/2 più facili della media
  2. Lazio 8/0/4
  3. Napoli 7/1/4
  4. Milan 7/0/5
  5. Palermo 6/2/4
  6. Catania 5/0/7
  7. Udinese 7/1/4
  8. Genoa 6/0/6
  9. Juventus 5/1/6
  10. Roma 7/0/5
  11. Cesena 7/1/4
  12. Lecce 4/2/6
  13. Cagliari 6/1/5
  14. Brescia 6/1/5
  15. Fiorentina 4/1/7
  16. Bologna 5/1/6
  17. Inter 4/1/7
  18. Chievo 4/0/8
  19. Bari 4/1/7
  20. Sampdoria 4/2/6

Sempre parlando di piani alti, l’Inter come “più difficili della media” ha solo i 2 scontri diretti, la trasferta di Genova con la Samp (molto dimessa rispetto ad inizio stagione) e la partita in casa con la Lazio. Invece non importa come la si guardi, ma per il Parma c’è una montagna da scalare.

Ma come possiamo utilizzare queste conoscenze per stimare il resto del campionato? Possiamo proiettare un’eventuale classifica?

La risposta è “certo”, ma con delle ovvie limitazioni. In che senso? Beh, qualsiasi tipo di analisi necessita di un campione statistico notevole e per questo ho ovviamente dovuto prendere in considerazione l’intero campionato. Purtroppo questo non registra adeguatamente l’andamento della stagione: squadre come Roma, Sampdoria o Inter sono molto diverse (nel bene o nel male) rispetto a qualche mese fa. Inoltre non possiamo tenere conto di infortuni, squalifiche, impegni europei e turnover da parte delle squadre. Nei prossimi anni eventualmente sarebbe anche più opportuno valutare la Strength of Schedule passata, sin da inizio stagione, ed usare la differenza-reti anziché i punti conquistati, ma sarà un’eventuale iterazione futura di questo progetto.

Premesso questo, e prendendo l’esercizio sulla strength of schedule come una curiosità indicativa e non come Verbo, possiamo proiettare un’ipotetica classifica finale basandosi sul ragionamento “se le cose continuassero ad andare come sono andate finora in stagione”. Poi è chiaro che tutto giri molto facilmente: l’Inter ha il calendario più semplice in cima, ma se perdesse entrambi gli scontri diretti farebbe molta fatica a vincere il titolo. E’ possibile, anzi probabile, che saranno comunque gli episodi a decidere il tutto.

Ma questo non significa che noi non possiamo fare proiezioni. Tornate domani per vedere, usando la SoS, come potrebbe finire questa stagione, stando le cose come stanno attualmente.