Mike Schmidt è uno dei più forti giocatori della storia del baseball, ma evidentemente non sa di esserlo. Questa settimana ha proposto di cambiare i metodi di elezione per la Hall of Fame ed ha usato come esempio Jeff Bagwell, che incredibilmente non è stato eletto.

Iniziamo col dire che io sia d’accordo con la sostanza del discorso e che ritenga assolutamente lodevole il fatto che Schmidt sia “sceso in campo” per un giocatore che rispetta e che (giustamente) ritiene sia un Hall of Famer. Anche secondo me qualcosa andrebbe cambiato, ma non credo che la soluzione sia quella di dare più potere agli Hall of Famers viventi. Loro sanno giocare, ma non per questo sanno giudicare o effettuare valutazioni. Probabilmente i più qualificati per un lavoro del genere sarebbero analisti ed ex-GM, gente che una volta ritirata viene facilmente dimenticata, ma che nella propria carriera deve giudicare i giocatori.

E’ importante capire questo: i giocatori non si sanno valutare. Spesso a loro mancano proprio le basi o l’interesse. Saper giocare ad alto livello non implica una comprensione superiore delle dinamiche e delle valutazioni delle prestazioni. Può aiutare, ma non è sufficiente. L’esempio lampante è proprio nel pezzo scritto da Schmidt, che con un po’ di modestia si paragona a Jim Rice e Jeff Bagwell. Dice Schmidt (traduco):

Rice e Bagwell hanno entrambi un MVP, sono stati entrambi fra i primi 10 dell’MVP per 6 volte ed hanno entrambi diverse apparizioni all’All Star Game.

Jim Rice nei suoi anni migliori ha avuto una media di 30 HR e 109 RBI, ed ha avuto una media battuta in carriera di .298. Jeff Bagwell nei suoi 15 anni ha avuto una media di 36 HR e 115 RBI, ed ha avuto una media battuta in carriera di .297. I loro numeri in carriera sono quasi identici. Sia Bagwell che Rice hanno avuto almeno 100 RBI per 8 volte.

Adesso paragoniamo le mie statistiche alle loro – non molto diverse, tranne che la mia media battuta in carriera è di .267. Si, qualche RBI in più e qualche Gold Glove, ma non abbastanza da entrare con più del 96% il primo anno, mentre Rice e presumibilmente anche Bagwell se la sono sudata (o dovranno sudarsela). A proposito, sia Rice che Bagwell hanno giocato per una sola squadra. E Bagwell ha giocato nell’Astrodome per qualche anno, e gli sarà costato qualche fuoricampo.

Beh, dove cominciare? Intanto ribadisco che sia lodevole che Schmidt in prima persona sia propositivo. Si è confermato come una persona sincera ed onesta. In passato ha ammesso l’utilizzo di anfetamine (come tanti altri, fra cui Hank Aaron e Willie Mays) ed ha ammesso che se avesse avuto accesso agli steroidi ne avrebbe fatto uso (così come Bob Gibson). Sono opinioni impopolari ma molto oneste che spiegano ancora una volta come la demonizzazione dei protagonisti della “steroid era” siano fuori luogo.

Ma qui la valutazione dei giocatori è completamente sballata. Schmidt basa tutto esclusivamente sulle statistiche da Triple Crown, antiquate e poco indicative (specie BA e RBI). Ma ci sono altri problemi. Andiamo a vederli uno per uno:

  • Rice è un LF, Bagwell un 1B, Schmidt un 3B. Già questo implica un’enorme differenza valutativa, ma Schmidt neanche ne fa menzione. Il più penalizzato è proprio lui.
  • Non cita neanche l’OBP, non cita la potenza sotto forma di SLG (in pratica elimina i doppi citando solo gli HR). Rice e Bagwell hanno una media praticamente uguale e di 30 punti superiore a quella di Schmidt, ma OBP e SLG non mentono. Rice: .352/.502, Bagwell: .408/.540, Schmidt: .380/.527.
  • Cita solo superficialmente la differenza fra campi, non cita neanche la differenza fra le leghe o periodi. E’ a questo che serve ad esempio l’OPS+. Rice: 128, Bagwell: 149, Schmidt: 147. Già solo questo mostra che Schmidt e Bagwell nel corso delle loro carriere siano stati equivalenti offensivamente, in media, mentre Rice sia molto inferiore.
  • Cita solo in maniera labile la lunghezza delle carriere. Rice ha giocato per 16 anni, ma quando Schmidt parla delle sue medie di HR e RBI cita solo i suoi “anni migliori”, eliminando tutti quelli meno buoni. Per Bagwell non concede lo stesso favore (infatti Bagwell ha circa 70 HR più di Rice in carriera). Schmidt a sua volta ha giocato per 3 anni più di Bagwell, quindi una OPS+ quasi identica, ma per 3 anni in più genera molto più valore. Quando poi si aggiunge il fatto che sia un 3B contro un 1B, il gap si allarga ulteriormente.
  • Non basta: cita solo di passaggio i suoi Gold Gloves, fatto assolutamente non secondario. Schmidt ha vinto 10 Gold Gloves, di cui 9 consecutivi, tutti meritatissimi. Va bene la modestia, ma non si può pesare così poco la difesa. Rice era un LF e pure scarso. Bagwell era bravo, ma era un 1B e comunque neanche nella propria posizione si avvicinava a Schmidt.

Insomma, il paragone non sussiste proprio fra questi 3 giocatori. C’è un gap enorme fra ciascuno di loro ed il fatto che Schmidt li accomuni dimostra molto sulle sue capacità valutative. Tralascerei il fatto che abbia incluso se stesso perché potrebbe essere semplice modestia (infatti non ha citato i suoi 3 MVP), ma fra Rice e Bagwell non c’è ugualmente paragone.

Per questo mi piace tanto il sistema WAR: ci sono gli adeguamenti secondo i campi, secondo le epoche, secondo le posizioni. Include la difesa, il baserunning, longevità, tutto. Ed il sistema WAR è piuttosto chiaro:

  1. Mike Schmidt 108.3 (19° assoluto)
  2. Jeff Bagwell 79.9 (57°)
  3. Jim Rice 41.5 (388°)

Ecco, grazie Mike, ma tu eri davvero forte. Bagwell anche, ma molto inferiore. Rice non ne parliamo. Gente come Schmidt e Joe Morgan dovrebbe davvero rendersi conto di quanto forte sia stata.