Un paio di giorni fa si è conclusa la coppa intercontinentale IBAF a Taiwan. E’ l’ultima della storia, nei piani dell’IBAF e l’Italia ne ha approfittato per ottenere un risultato clamoroso, arrivando terza. Certo, mancavano USA ed Australia, ma essersi messi dietro tutte le potenze asiatiche (Giappone, Corea ed i padroni di casa) è qualcosa da applaudire incondizionatamente.

Purtroppo la prima partita è andata male. L’Italia ha perso 10-0 con l’Olanda, principalmente a causa di un cattivo secondo inning in cui ha subito 8 punti. In quel momento la squadra non poteva immaginare che solo quell’incontro avrebbe impedito la qualificazione alla finale.

Il torneo è andato in crescendo. Vittorie su Thailandia e Nicaragua, upset clamoroso sul Giappone per qualificarsi alla seconda fase, e vittoria sulla Corea. La sconfitta contro Taiwan ha tirato fuori l’Italia dal discorso per l’oro, mentre quella con Cuba è arrivata in un contesto di partita semi-amichevole. Effettivamente l’Italia stava vincendo quest’ultima partita (e sarebbe stata la prima vittoria di sempre contro Cuba) quando è arrivata la notizia della vittoria dell’Olanda su Taiwan, che portava l’Italia aritmeticamente alla finale per il terzo posto. In quel momento la partita è diventata un allenamento e l’Italia sfortunatamente si è fatta rimontare, mettendo paura ai caraibici fino alla fine.

Nella finale per il bronzo l’Italia è riuscita a battere Taiwan nella rivincita di un paio di giorni prima, ottenendo un risultato storico. L’Olanda ha perso contro Cuba in finale, ma l’Europa ha portato 2 squadre nelle prime 3, a testimonianza della crescita esponenziale del suo movimento.

Quanto accaduto è ancora più degno di nota perché ottenuto con una squadra ricca di giocatori nati e formati in Italia, e soprattutto con una carta d’identità ancora molto “fresca”. Hanno giocato da titolari Sambucci e Vaglio (42 anni in 2), ma anche Zileri e Chiarini. Fra gli hitters anche Pantaleoni, Bertagnon e Desimoni hanno visto il campo e realisticamente se Liddi fosse stato disponibile, sarebbe stato il titolare in terza base. Come lanciatori sono scesi in campo con profitto Panerati, Maestri (che ha chiuso la vittoria con Taiwan) ed Andrea Pizziconi (uno dei due lanciatori italiani, assieme a Grifantini, a non subire punti in tutta la rassegna nonostante abbia affrontato anche Taiwan e Cuba – ha anche ottenuto una salvezza nel debutto ufficiale in nazionale). Questa nazionale ha dimostrato che si può vincere coi giovani italiani e che la scuola azzurra stia producendo talenti degni di questo nome. Credo che un grosso applauso vada a Marco Mazzieri che li sta lanciando senza paura. Negli ultimi anni l’Italia ha ottenuto ottimi risultati sulle ali di questo progetto e per quanto non siamo ancora arrivati a quello che io definirei come “scenario ideale” (ossia non dover fare affidamento sistematico sugli oriundi), i progressi sono evidenti ed innegabili. E se si critica quando le cose non vengono fatte, bisogna poi anche prendere atto di quando vengono fatte, e bene, come in questo caso.

In questo momento l’Italia potrebbe schierare una nazionale molto competitiva (se non la migliore possibile) con soli italiani in almeno 7/9 del lineup, forse con le eccezioni di interbase e ricevitore, dove però abbiamo giovani in grande crescita che fra un paio d’anni potrebbero inserirsi a loro volta nel giro della nazionale. Sul monte di lancio il discorso è analogo. Non è un caso che l’Italia abbia ricominciato a vincere dopo tanto tempo in corrispondenza con la produzione di talento giovane di qualità, che adesso viene gradualmente lanciato anche ai massimi livelli. Complimenti di nuovo allo staff della nazionale, sperando che questo, come promesso dall’età media della squadra, possa essere un punto di partenza.

Qui trovate le statistiche della nazionale nella coppa Intercontinentale (che in questo momento purtroppo non includono i numeri della partita finale con Taiwan).