Alla fine hanno vinto i più forti, secondo pronostico. Ma è una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca, perchè avevo la sensazione che avremmo potuto vincere o giocarcela fino in fondo e credo che invece la partita sia stata giocata molto male.

Il pitching dei venezuelani non era profondo e quindi dovevamo buttare fuori dalla partita Enrique Gonzalez. Invece abbiamo girato di tutto, facilitandogli le operazioni fino a fine quarto, nonostante nel secondo abbiamo anche caricato le basi.

Dovevamo trovare un grande partente e l’abbiamo fatto. Ma come nella partita inaugurale con DiFelice, Mazzieri ha ritenuto di dover togliere Ottavino con soli 50 lanci dopo 3 IP. Una velocità inspiegabile. L’abbiamo pagata la prima volta e l’abbiamo pagata di nuovo. Tattica suicida, inaccettabile anche se fosse derivata da una richiesta dei Cardinals. Venti lanci in più per noi avrebbero avuto un grande significato.

Dovevamo giostrare bene i rilievi, ma dopo Ottavino, Mazzieri ha chiamato DaSilva prima ed Olenberger poi. Entrambi disastrosi, entrambi lasciati a marcire sul monte ben oltre le loro colpe. Quando un lanciatore non ne ha, non ne ha. In 2 hanno fatto 3 out ed hanno subito ben 7 punti, compromettendo definitivamente la partita. Mazzieri ha guardato passivamente.

Poi con la partita ormai fuori dalle nostre mani ha chiamato Panerati. Straordinario contro Carlos Guillen (cambio sul filo esterno per uno strike chiamato, fastball alta per uno strike girato ed altro cambio sul filo esterno per uno swing fuori equilibrio ed un comodo groundout), ma è stato tolto subito. Vista la pazienza avuta coi due disastrosi colleghi, questa decisione mi è sembrata semplicemente orribile, sia da un punto di vista tattico, sia da un punto di vista umano dal momento che a quel punto la partita era finita e poteva limitarsi a dare un po’ di playing time al suo ragazzo.

Successivamente, altro “guinzaglio lunghissimo” con BJ LaMura, disastroso a sua volta. Finalmente poi è entrato Corradini, un altro italiano, a lanciare benissimo con 1.2 IP. Ha subito un solo punto, a causa di una groundball che ha deciso di trovare un buco in difesa, ma in generale è stato soddisfacente, specie rispetto agli altri.

Fra i lanciatori ottimo Cillo nell’unico hitter affrontato e solito eccellente Maestri nel suo shutout e hitless inning.

Alla fine questa era una partita giocabile, dicevo. La maniera in cui l’abbiamo affrontata ha permesso a loro di passare direttamente da Gonzalez a Ramon Ramirez e poi a Francisco Rodriguez. L’unico debole ce l’hanno fatto affrontare sul 10-1. Avremmo dovuto metterli sotto pressione, ma siamo crollati troppo in fretta. Se fossimo durati un altro IP, le cose sarebbero probabilmente andate in maniera diversa (solo per il risultato, non credo per l’esito), ma non siamo stati in grado di farlo.

Fra gli hitters da segnalare un’altra valida di Liddi ma soprattutto il doppio di Mazzanti contro K-Rod con 2 strike a carico: può battere davvero contro chiunque.

Partita deludente insomma, ma ci poteva stare. Dal punto di vista dei risultati, abbiamo battuto il Canada e quindi dobbiamo essere soddisfatti. Dal punto di vista della composizione del roster e del suo utilizzo, è un altro discorso, ma ne parlerò domani nelle pagelle della nazionale.

Per il resto, abbiamo osservato un’altra grande impresa olandese, questa volta senza la fortuna dell’altro giorno. I pitchers sono stati meravigliosi. Sul monte c’è stato il ventenne Stuifbergen per 4 inning (ma noi abbiamo dato solo 0.1 IP a Panerati) e si è rivisto anche Neuman. Tanti giovani ed hanno giocato tutti benissimo. Nell’undicesimo con tanta fortuna i dominicani sono andati in vantaggio, ma nella parte bassa c’è stata la reazione. Forse il singolo momento più bello è stato vedere, con uomo in seconda e 0 out, Delmonico che ha chiamato il giovanissimo Curt Smith come PH, senza chiedergli uno stupidissimo bunt. Smith è andato out con una groundball, ma il corridore è avanzato ugualmente, mostrando come non sia necessario chiedere i bunt per ottenere risultati uguali o migliori. L’Olanda poi ha vinto 2-1 in walkoff. Davvero tanto di cappello. Credono nei giovani, ne schierano tantissimi e vincono pure. Due vittorie coi dominicani, una sconfitta sul filo di lana coi portoricani. Sono una squadra vera, con un grande futuro. Dovremmo imparare da loro.

O dovremmo imparare dai cinesi. O dai sudafricani. O da noi stessi visto che i pochi italiani schierati hanno fatto un figurone! O anche dagli australiani, umiliati 3 anni fa ed in grado di dare una manifesta ai messicani e di essere in vantaggio 4-2 coi cubani fino all’ottavo, prima di subire l’inevitabile rimonta. Adesso contro i messicani sono sfavoriti, ma fino all’ultimo chi può dirlo? Con tutte queste sorprese, magari c’è ancora qualcosa che deve accadere. Intanto segnalo anche che sul 2-2 fra Australia e Cuba, con le basi cariche e 2 out è arrivato al piatto il 20enne (compiuti a gennaio) James Beresford, l’anno scorso in Rookie League. Beresford ha battuto a casa i 2 punti del vantaggio contro l’icona Pedro Luis Lazo, uno dei 2 giocatori (l’altro è l’olandese Cordemans) ad aver disputato 4 Olimpiadi. Coi giovani si può vincere. Coi giovani si deve giocare. Gli altri li schierano e vincono e fanno un figurone. Noi diamo 0.1 IP a Panerati e tagliamo gli altri. Che depressione…