Questo pezzo servirà solamente a descrivere alcune delle transazioni che possono avvenire quotidianamente in MLB, e che alcuni possono non conoscere fino in fondo.

Se volete saperne di più su tutto questo e molto altro, in inglese ed in maggior dettaglio, potete seguire questo link e leggere ciò che interessa. Iniziamo allora.

Roster

Il roster attivo è composto da 25 uomini, e deve essere preparato l’opening day, inoltre c’è il roster da 40 uomini che esiste tutto l’anno ed include i giocatori di Major League. Per determinati double-headers a seconda della discrezione dell’MLB, è possibile espandere il roster a 26 uomini.

Il primo settembre, il roster attivo da 25 uomini viene esteso a 40. Tutti i giocatori che non sono sul roster attivo entro il primo settembre sono ineleggibili per i playoffs, a meno che non vengano utilizzati per sostituire un giocatore eleggibile (nel loro stesso ruolo, pitcher o position player) finito sulla DL da 60 giorni, dopo il primo settembre.

Per rimuovere un giocatore dal roster di 40 uomini, bisogna effettuare il DFA (Designation for Assignment), di cui parlo successivamente.

Disabled List

Esistono tre tipi di DL: da 7, da 15 e da 60 giorni. I giocatori sulla DL da 15 giorni rimangono anche sul roster da 40 uomini (ma non su quello da 25). I giocatori sulla DL da 60 giorni invece non contano come facenti parte del roster esteso. Una volta che un giocatore viene messo sulla DL, non può essere riattivato per il tempo minimo determinato dalla DL stessa (15 giorni per la prima, 60 per la seconda), ma non c’è un tempo massimo che può trascorrere lì. Anche i giocatori sulla DL da 7 giorni rimangono sul roster da 40: questo tipo di DL è stato creato nel 2011 ed è solo ed esclusivamente per i giocatori che subiscono una commozione cerebrale (concussion).

Un giocatore può essere messo retroattivamente sulla DL, andando indietro fino al giorno successivo alla sua ultima partita, ma comunque a non più di 10 giorni di distanza. Ad esempio, il giocatore X si fa male e noi vorremmo evitare di metterlo in DL. Dopo 5 giorni capiamo che sia inevitabile spostarlo lì, ma la DL invece di iniziare quel giorno può iniziare 4 giorni prima, retroattivamente.

Inoltre, un giocatore che si è ripreso può essere mandato nelle minors per un periodo riabilitativo senza waivers, e rimanere lì per un massimo di 20 giorni (hitters) o 30 (pitchers). Se vogliamo tenerlo nelle minors per più tempo, dobbiamo necessariamente “assegnarlo” alle minors (leggere “promotions e demotions”).

Trades

Sugli scambi non c’è moltissimo da dire. Una squadra mette i suoi uomini, l’altra squadra (o le altre squadre) mette i suoi, e via. Ma bisogna segnalare alcune cose:

  • Non si possono scambiare scelte del draft, a meno che non siano scelte della Competitive Balance Lottery.
  • I giocatori scelti durante il Rule 5 Draft possono essere ceduti immediatamente dopo essere stati scelti.
  • I giocatori scelti durante l’Amateur MLB Draft non possono essere ceduti prima di un anno esatto dal momento della loro firma.
  • I free agents che vengono acquisiti durante l’off-season hanno una no-trade clause (e dunque non possono essere scambiati senza il loro consenso) fino al primo giugno successivo.
  • Si possono includere soldi. Ma se la cifra è uguale o superiore ad un milione di dollari, ci vuole l’esplicita approvazione da parte del Commissioner (che comunque di solito non ci mette più di un giorno ad accettare, e non blocca praticamente mai le operazioni).
  • Il Commissioner può bloccare un affare se lo giudica sbilanciato in malafede.
  • Un giocatore che è in MLB da almeno 10 stagioni, e nella squadra attuale da almeno 5, matura un’automatica no-trade clause, e deve approvare esplicitamente ogni scambio in cui può essere coinvolto (vengono in genere chiamati “ten and five players” oppure “10-5”). Ovviamente se viene scambiato, perde il diritto (dato che non ci sarebbero più i 5 anni minimi con la nuova squadra).
  • Possono essere inclusi PTBNL (Players to be Named Later), di cui parlo successivamente.
  • Si possono fare liberamente scambi dalla fine delle World Series al 31 luglio. I giocatori scambiati dopo il 31 luglio devono passare per i waivers (di cui parlo successivamente). I giocatori acquisiti dopo il 31 agosto non sono eleggibili per giocare nei playoffs, a meno che non sostituiscano un giocatore eleggibile che nel frattempo è finito sulla DL, sempre per il discorso dell’eleggibilità basata sul fatto di essere nel roster attivo entro il primo settembre.

PTBNL

Il Player To Be Named Later è un giocatore senza nome che può essere incluso in un trade senza che il nome venga specificato immediatamente. In genere serve nel caso in cui non si sappia chi scegliere tra più giocatori proposti, o si vuole scambiare un giocatore non ancora eleggibile (come nel caso di no-trade clause temporanee, per i free agents appena firmati o le scelte al draft). Il PTBNL deve essere specificato entro 6 mesi, ed un giocatore non può essere scambiato per se stesso (questa regola è stata introdotta dopo che nel 1962 Harry Chiti venne scambiato per un PTBNL, che poi fu lo stesso Chiti qualche tempo dopo).

Inoltre, un PTBNL deve necessariamente cambiare lega, quindi un giocatore non può passare da una squadra di AL ad un’altra di AL. Per aggirare la regola, quando due squadre della stessa lega fanno uno scambio, possono includere un PTBNL, ma devono includere minor leaguers (i giocatori di minor league vengono considerati a loro volta di una lega diversa rispetto alle Majors).

Promotions e Demotions

Quando un giocatore viene inserito nel roster da 40 uomini, la sua squadra di Major League “acquista” (usando il verbo “to purchase”) il contratto dalla sua affiliata di minor league.

Quando un giocatore viene chiamato in MLB sul roster da 25, si usa il verbo “to promote” o “to call up”. La prima volta spesso coincide con l’acquisto stesso. Quando invece il giocatore viene rimandato nelle minors si usa il verbo “to demote” o anche “to send down”. Se un giocatore ha opzioni ed ha meno di 3 anni di service time, può essere mandato giù senza problemi, altrimenti deve passare dai waivers.

I giocatori con almeno 5 anni di service time possono rifiutarsi di essere mandati giù, e c’è bisogno del loro esplicito assenso per spedirli nelle minors, anche se superano i waivers. Se questo assenso non arriva, e la squadra non desiste dal suo intento, il giocatore può rescindere il contratto (e prendere comunque tutti i soldi garantiti dal suo contratto esistente).

Quando un giocatore viene mandato giù, la squadra non può richiamarlo prima di 10 giorni, a meno che non sia per sostituire un giocatore finito in DL o in Bereavement List o in Inactive List.

Opzioni

Ogni giocatore ha 3 opzioni, che gli permettono di essere spostato dalle Majors alle minors, ma questo non significa che possa essere mandato su e giù per 3 volte, ma che questo possa avvenire a ripetizione per 3 anni distinti della sua carriera.

Ad esempio, se X nel primo anno di MLB viene mandato giù, perde un’opzione (delle sue 3), ma poi per quell’anno può essere mandato su e giù diverse volte senza perderne altre.

Se un giocatore viene “opzionato” nelle minors per meno di 20 giorni durante una stagione, l’opzione gli viene restituita e non la perde.

In realtà esiste anche una piccola clausola che consente ai giocatori di avere una quarta opzione. Chi è eleggibile per la quarta opzione?

I giocatori che sono professionisti da meno di 5 anni (si parla di professionismo, quindi contano anche le minors). In questo caso, un anno di servizio viene contato come un minimo di 90 giorni di attività, escludendo le annate passate interamente nelle leghe da mezza stagione (Rookie League e Short-Season A non contano per accumulare una stagione professionistica, dunque, se il giocatore rimane lì tutto il tempo). Se un giocatore gioca per almeno 60 giorni e poi si fa male, la DL conta nel suo service time. Ma se inizia la stagione in DL e poi torna a giocare, dovrà arrivare almeno a 90, o l’anno non gli verrà calcolato.

Siccome sono pochissimi i giocatori che arrivano sul roster da 40 uomini nella loro prima o seconda stagione professionistica e vengono poi mandati su e giù ripetutamente, questa regola non viene mai (o quasi mai) invocata, però esiste. In genere si tratta di particolari prospetti che deludono oltre misura. Craig Hansen per esempio ha avuto 4 opzioni, essendo stato mandato giù (nonostante fosse sul roster da 40 uomini) nel 2005, 2006, 2007 e 2008.

I giocatori che hanno opzioni e meno di 3 anni di service time non dovranno passare per i waivers per essere mandati nelle minors. Se però un giocatore non usa le sue opzioni nei primi 3 anni di carriera, queste gli rimangono, ma comunque dovrà passare per i waivers prima di essere “sent down” (proprio come se avesse usato tutte le sue opzioni), e naturalmente se ha 5 anni di service time, può scegliere anche di diventare free agent.

DFA

DFA sta per Designated for Assignment. Di solito si usa per i giocatori che sono in odore di taglio. In ogni caso un giocatore che viene DFA viene immediatamente tolto dal roster da 40 (liberando uno spazio). La squadra poi ha 10 giorni di tempo (mentre il giocatore è in questa sorta di “limbo”) per scambiarlo, tagliarlo oppure metterlo sui waivers (che durano 3 giorni – quindi il giocatore deve esservi messo nei primi 7 giorni dal DFA) e, se supera i waivers stessi, assegnarlo ad una sua affiliata di minor league. In questo caso, per il giocatore si usa il verbo “to outright”, ossia l’opposto di “purchase” in questo contesto. I diritti del giocatore diventano di proprietà della squadra affiliata di minor league.

Nonostante il giocatore sia stato mandato in minor league, lo stipendio (se garantito) continua ad essere quello di Major League.

La prima volta in carriera che si viene DFA, non si ha alcuna voce in capitolo, e se la squadra decide di mandare il giocatore in minor league e lui supera indenne i waivers, il giocatore stesso può solo eseguire la volontà della squadra, a patto che abbia meno di 5 anni di service time. Se però viene DFA altre volte in carriera, o se ha almeno 5 anni di service time, allora potrà decidere se accettare la retrocessione in minor league o se diventare free agent, rescindendo il contratto. O alternativamente potrà accettare la retrocessione e diventare free agent al termine della stagione qualora entro quel termine non sia stato reinserito nel roster da 40 uomini.

Se il giocatore viene tagliato dalla sua squadra (o esercita lui la rescissione in base alle regole specificate), la squadra è comunque responsabile per il suo contratto. Se il giocatore poi firma per un’altra squadra, la sua vecchia organizzazione è comunque responsabile per il pagamento della differenza fra il vecchio ed il nuovo stipendio. Ad esempio, X viene tagliato da Boston, dove ha 5 milioni garantiti. X firma con Baltimore per il minimo di 400mila dollari. Boston, di conseguenza, deve continuare a pagargli 4.6 milioni.

Waivers

Cosa sono i waivers? E’ una lista di giocatori che viene resa nota solo agli addetti ai lavori (e mai pubblicamente). La lista viene fornita a tutte le squadre. Quando un giocatore viene messo su questa lista, può essere richiesto entro 3 giorni dalle altre squadre. Se non viene richiesto da nessuna, si dice che il giocatore abbia “superato i waivers”.

Se viene richiesto da più di una, il diritto esclusivo va alla squadra col peggior record della stessa lega di appartenenza del giocatore. Se nessuna squadra della stessa lega ha fatto la richiesta, allora va alla squadra col peggior record dell’altra lega. Chiaramente, se viene richiesto da una sola squadra, i diritti sono suoi. E’ importante sottolineare che nel primo mese della Regular Season, la classifica (importante per notare la priorità nelle richieste dei waivers) che viene usata sia quella della stagione precedente.

Supponendo che ci sia stata una (o più di una) richiesta, la squadra che ha messo il giocatore in waivers può:

  • Cercare un accordo per un trade. L’accordo deve essere trovato entro 2 giorni lavorativi dalla scadenza del periodo dei waivers (ossia i 3 giorni dal momento in cui il giocatore vi viene messo).
  • Lasciare che il giocatore vada nella sua nuova squadra. La nuova squadra (la richiedente) si assume il 100% degli oneri contrattuali e deve pagare una somma simbolica (1 dollaro per i waivers irrevocabili, o 20-25mila circa per i waivers revocabili) alla vecchia squadra. Il giocatore può rifiutare la nuova squadra e diventare free agent, ma nessuno lo fa perché in questo caso perderebbe i soldi garantiti.
  • Ritirare il giocatore dai waivers. Questa è un’operazione che può essere svolta solo 1 volta a stagione. Se il giocatore, nel corso della stessa stagione, viene rimesso in waivers, questa volta sono irrevocabili, e qualora venga richiesto da altre, si potranno svolgere solo le 2 attività precedentemente descritte e non lo si potrà ritirare nuovamente dai waivers.

Solo i giocatori che superano indenni i waivers possono essere scambiati dopo il 31 luglio.

I waivers servono anche in caso di DFA: solo i giocatori che li superano senza essere richiesti possono poi essere mandati nelle minors. Qualora un giocatore sia stato DFA, i suoi waivers sono irrevocabili.

Bereavement List

E’ una lista su cui nessuno vorrebbe essere messo. Un giocatore vi viene inserito quando qualcuno della sua famiglia muore o è in condizioni gravi di malattia, e vuole essere al suo capezzale. I giocatori di questa lista perdono da un minimo di 3 ad un massimo di 7 partite. Al loro posto, sul roster da 25 può essere liberamente chiamato temporaneamente uno qualsiasi del roster da 40 uomini.

Temporary Inactive List

I giocatori vengono messi su questa lista se si sono macchiati di qualche colpa, come decisione punitiva della squadra. I giocatori vengono sospesi senza paga. In genere il sindacato (MLBPA) cercherà di opporsi alle decisioni della squadra, quindi è una lista che viene usata solo in casi estremi (come quando Elijah Dukes rischiò di andare in galera per le minacce di morte all’ex fidanzata).

Restricted List

In questa lista vengono messi i giocatori che per qualche motivo sono inattivi ma non possono o non vogliono fornire i propri servizi. Ad esempio viene usata per dei giocatori che finiscono in galera, o che sono infortunati ma si rifiutano di farsi operare e sono dunque indisponibili. Le squadre evitano di tagliare i suddetti giocatori per evitare che sia uno stratagemma per farsi rilasciare e firmare altrove, ma i giocatori non percepiscono stipendio e non accumulano service time, rimanendo dunque sotto legame contrattuale con la squadra d’origine. I giocatori in restricted list non contano sui vari roster di Major o Minor League. E’ simile all’Inactive List, ma viene sostanzialmente imposta dal comportamento dei giocatori anziché da una scelta punitiva della squadra.

Voluntary Retirement

In caso di ritiro volontario nel corso di un contratto, al giocatore verrà chiesto di firmare delle carte che attestino la sua volontà. Questo è fatto per evitare che il giocatore stesso esca indebitamente dal contratto firmato per poi tornare a giocare con un’altra maglia. Il service time si ferma ed i diritti del giocatore rimangono con la squadra originale.