Un lanciatore viene molto spesso giudicato dai punti che concede quando è sul monte. Per questo esiste la misura delle Runs Allowed (RA). In realtà per separare le sue responsabilità da quelle di una difesa che commette errori è stato introdotto il concetto del Punto Guadagnato (ER) e conseguentemente delle Earned Runs Allowed (ERA). La formula dell’ERA è (ER/(out effettuati))*27, oppure ER/IP*9 ed indica quanti punti si potrebbe aspettare di subire la squadra con quel lanciatore sul monte, con la cifra prorateizzata su 9 IP. Per la RA basta sostituire nella formula gli ER con le R.

Da un lato la distinzione è lodevole: non si vuole penalizzare un lanciatore per eventuali errori della sua difesa. Dall’altra però crea diversi problemi, a partire dal fatto che la natura di un lanciatore si può prestare maggiormente alla concessione di punti “non guadagnati”, che sono tali solo in teoria. Prendiamo i knuckleballers: per natura, ricevere un knuckleballer è difficilissimo, ed i ricevitori tendono ad avere maree di PB. I giocatori che arrivano in base grazie ad un terzo strike che diventa PB sono eventualmente non guadagnati, così come i classificatori ufficiali devono considerare non guadagnati i punti dei corridori che sono avanzati solo grazie alle passed balls.

Prendiamo Tim Wakefield e Curt Schilling: in carriera hanno rispettivamente 3226.1 IP e 3261. Wakefield ha concesso 209 UR (Unearned Runs), Schilling solo 65, e questo non è solo perché Schilling sia stato più fortunato coi suoi difensori, ma è anche e soprattutto per la natura del knuckleballer Wakefield. In questo caso è chiaro che andare a guardare l’ERA di Wakefield produrrà un risultato molto più lusinghiero rispetto ai suoi reali meriti, perché molti dei punti che per definizione non sono guadagnati, in realtà lo sono per sua natura, ed invece di dire che abbia 4.41 ERA in carriera è più corretto dire che abbia 5.00 RA, nel descrivere la sua abilità.

E’ chiaro che i punti unearned a volte siano davvero indipendenti dalla qualità del lanciatore, ma talvolta non è così. Oltre ai knuckleballers prendiamo anche l’esempio dei groundballers. Gli interni commettono molti più errori rispetto agli esterni, per la natura delle palle battute, quindi un groundballer tenderà a concedere più unearned runs rispetto ad un flyballer, ma gli errori sono anche propiziati dal tipo di palle che fa mettere in gioco. Ad esempio Felix Hernandez in 1388 IP ha avuto 64 UR, solo uno in meno di Schilling, che ha lanciato circa 2000 IP in più in carriera.

E’ chiaro che sulla singola partita un errore banale possa penalizzare un lanciatore più di quanto dovuto. E’ altrettanto chiaro che nel lungo termine la fortuna si annulli con la sfortuna e che dunque rimanga solo il valore reale, diretto ed indiretto, della produzione di un pitcher. Per convenzione noi usiamo l’ERA per valutare un lanciatore, ma probabilmente la RA è più indicativa delle sue abilità. Senza contare l’incidenza della difesa: se un difensore si tuffa su una palla battuta e poi tira male la palla, commette un errore e l’eventuale punto è unearned. Se invece si tuffa e non riesce a prenderla, è una valida ed il punto è earned. Tutto questo solo sulla base di pure definizioni e non in base alla qualità dei lanciatori, proprio perché come sappiamo gli errori non sono indicativi dell’abilità di un difensore, ma ci sono altri metodi per valutarla meglio. La definizione di un errore è arbitraria e fuorviante e può dipingere un quadro non sufficientemente indicativo delle abilità di un lanciatore a seconda dei gusti di un classificatore.

Un altro problema con l’ERA, ma anche con la RA, può essere l’abilità dei rilievi di lasciare in base i corridori ereditati. Questo è indipendente dalla qualità del lanciatore che andiamo a valutare: se viene tolto dopo aver lasciato in base 3 uomini, quanto accade successivamente (e su cui non ha controllo) cambierà la sua ERA e/o la sua RA. Nel lunghissimo termine questi sono fattori che tenderanno a normalizzarsi e dunque la RA tenderà a rispecchiare l’abilità di un pitcher, ma nel breve questi piccoli frutti di casualità potrebbero incidere più del dovuto.

In realtà anche su quest’ultima frase c’è da applicare una piccola postilla: ERA e RA dipendono tantissimo dai park factors. Per questo motivo, è giusto normalizzare quelle cifre. L’ERA+, o adjusted ERA, permette di centrare la media a 100 ed ogni punto di differenza indica 1% di differenza dalla media. Ad esempio una ERA+ di 110 è del 10% migliore della lega, mentre una di 88 è del 12% peggiore.

Questo serve per misurare giocatori in epoche e contesti diversi. Ad esempio Masato Yoshii ha avuto 5.86 di ERA nel 2000 per i Rockies, corrispondente a 99 ERA+, ossia solo 1% peggiore della media della lega in quel contesto (Coors Field era massacrante per i lanciatori), mentre Bill Singer nel 1968 per i Dodgers, pur avendo 2.88 ERA, ha avuto solo 96 ERA+, perché era un ambiente nettamente più favorevole ai lanciatori. Per quanto sembri assurdo, Yoshii ha avuto la stagione migliore fra i due, ma non l’avremmo mai sospettato senza guardare l’ERA+. L’ERA+ ha lo stesso meccanismo dell’OPS+, ed è calcolata con 100*(lgERA/ERA), dove lgERA è l’ERA media nel contesto e nell’epoca sotto analisi.