Statistiche che troverete in ogni box score e nei ruolini di fine stagione sono R (Runs) e RBI (Runs Batted In). In particolare i punti battuti a casa (RBI) sono stati a lungo ritenuti un’efficace misura di valutazione della produzione offensiva di un giocatore. In genere ancora adesso le cifre che vengono citate sono BA, HR e RBI, almeno dai media. Della media battuta abbiamo già parlato. Gli HR a loro volta forniscono uno sguardo molto limitato ad un giocatore (un grande battitore di doppi si vedrà penalizzato da questo). Ma sono i punti battuti a casa ad avere forse i difetti più grandi.

Un punto battuto a casa viene accreditato ad un battitore quando a seguito di una sua giocata offensiva arriva a casa un corridore (o più di uno). La battuta non deve essere necessariamente valida: una volata di sacrificio o un groundout vanno bene ugualmente (e nel caso della volata di sacrificio non viene addebitato un AB, che invece viene addebitato nel caso di groundout). Non va bene una battuta in doppio gioco. Può andare bene anche una base su ball o un colpito a basi cariche, mentre in caso di arrivo in base con errore difensivo, dipende dal classificatore ufficiale.

Già qui si manifestano tante incongruenze. Facciamo un esempio:

  • Pedroia batte un doppio con Ellsbury in prima base. Ellsbury agevolmente segna.
  • Albert Pujols batte un doppio (nello stesso identico punto di Pedroia) con Yadier Molina in prima base. Molina si ferma in terza.

Ma le colpe di Pujols quali sono, se ha fatto una giocata di valore uguale a Pedroia? Dipende dalle gambe del corridore, ma questo non si riflette nelle statistiche del battitore. Analogamente la differenza fra un flyout ed una volata di sacrificio non dipende necessariamente dal battitore, ma solo dalla difesa e dal corridore in terza base che possono produrre risultati opposti su due battute identiche.

Gli RBI dipendono strettamente dalle prestazioni di un hitter con uomini in base. Il problema è che le prestazioni con uomini in base non descrivano l’abilità di un giocatore. Le prestazioni nel lungo termine si normalizzano secondo l’abilità generale dei giocatori. Anche se è credo diffuso che alcuni giocatori battano meglio in circostanze specifiche, questo è frutto solo di un campione statistico ridotto. Man mano che il campione si amplia, la statistica si normalizza. Non essendo un’abilità persistente, ed essendo esibita solo in un ridotto sottoinsieme di turni di battuta a stagione, non è affidabile nel descrivere l’abilità di un giocatore. Prendete Derek Jeter (uno con una carriera discretamente lunga): in carriera ha .832 OPS, mentre con uomini in posizione punto ha .820, una differenza quasi insussistente (e comunque una cifra marginalmente inferiore, per un giocatore ritenuto estremamente “clutch”). Ma queste normalizzazioni si notano solo appunto nel lunghissimo termine, mentre nel breve può accadere tutto, esattamente come chiunque possa andare 0/4 o 4/4 in un singolo giorno.

Ma il problema principale è quello delle opportunità. I punti battuti a casa sono pesantemente influenzati dai compagni di squadra e dalla composizione del lineup, senza che un giocatore abbia delle colpe specifiche. A seconda di quanti turni di battuta un giocatore ottenga con uomini in base, può accumulare RBI in quantità anche giocando meno bene di altri. Prendiamo il 2008 di Kevin Youkilis e Justin Morneau.

  • Youkilis: .312/.390/.569, per 154 OPS+. .374/.445/.646 con uomini in posizione punto (RISP) per 181 OPS+
  • Morneau: .300/.374/.499, per 132 OPS+. .348/.443/.602 con RISP per 170 OPS+

Youkilis quindi è stato più bravo sia in generale che con RISP. Ha anche battuto 29 HR contro 23. Eppure Morneau ha avuto 129 RBI contro 115. Perché? Perché Morneau, grazie alla fenomenale stagione di Joe Mauer che era sempre in base davanti a lui, ha avuto 230 PA con uomini in posizione punto contro 182 per Youkilis. Non c’è una singola misura secondo la quale Morneau abbia giocato meglio o sia stato più produttivo, ma ha battuto più RBI grazie a Mauer e grazie alla composizione del lineup dei Red Sox che in quell’anno ha dato meno opportunità a Youkilis di portare uomini a casa. Affidarsi ai punti battuti a casa equivale a vedere solo una piccola parte della realtà.

Un altro esempio sono i 110 RBI di Tony Batista nel 2004, nonostante quell’anno abbia avuto 80 OPS+ in generale, e solo 94 OPS+ con RISP. Un hitter sotto media che però ha avuto 194 PA con RISP. In Italia potremmo fare il paragone coi gol: alcuni giocano in attacco e calciano magari tanti rigori. Altri giocano in difesa, non sono rigoristi e magari giocano in una squadra meno offensiva o che ottiene meno occasioni. Non credo che nessuno ritenga Franco Baresi (o Paolo Maldini, o Gaetano Scirea) uno dei più scarsi giocatori della storia, ma se ci limitassimo a guardare i gol realizzati sarebbe così.

Ma nel calcio ci sono ruoli diversi, mentre nel baseball tutti battono. Il problema è che un conto sia battere dietro a Joe Mauer nel 2008, un conto sia battere leadoff in National League (ossia dopo il lanciatore). Non tutte le posizioni nel lineup (e soprattutto non tutte le composizioni di un lineup) concedono le stesse possibilità. Il lavoro di un manager sarebbe anche quello di costruire un lineup in maniera appropriata, ma non sempre ci riesce. Ma anche quando ci riesce, paragonare i battitori di due squadre diverse è impossibile utilizzando una statistica come gli RBI. Limitarsi a guardare quelli implica guardare di più il valore dei compagni che il valore del giocatore che si cerca di giudicare.

Questo è un esempio di come un hitter non eccelso possa accumulare RBI. E questo è un esempio di come  il numero di RBI dei battitori varierebbe con più o meno uomini in base.

Analogamente la statistica delle Runs richiede dei battitori eccellenti al seguito per essere accumulata. Se non ci sono battitori forti, si rimarrà spesso in base. Se non altro le Runs non si possono accumulare battendo groundouts o flyouts, ma si deve arrivare in base in qualche modo, ma in entrambe queste statistiche sono eccessivamente vittime del contesto e rendono impossibile il giudizio di un giocatore individuale, perché non potrebbe essere scevro da pesanti considerazioni sul resto della squadra. E per questo motivo, esistono statistiche migliori (come la wRC+) per valutare la produttività offensiva di un giocatore individuale.