Il conto influenza molto le decisioni dei giocatori ma anche il prodotto di quanto accade. In effetti le strategie e le scelte dei lanci variano parecchio a seconda degli uomini in base e del numero di ball e strike. Andiamo a vedere un po’ come cambino le cose e perché.

La prima cosa che dobbiamo notare è semplicemente lo split dei battitori MLB a seconda del conto del lanciatore, ma senza vedere cosa succeda su un determinato conto, perché ci sarebbe quella che definiamo “selection bias”, ossia vedremmo solo i turni di battuta finiti su quel conto e pertanto giudicati favorevoli dai battitori (un hitter lascerebbe passare un brutto lancio invece di girarlo). Ad esempio, se un battitore gira l’1-0, se va a vuoto va 1-1 ed ha altre occasioni. Se invece gira a vuoto sullo 0-2 va out. Per questo motivo tutti i conti con meno di 2 strike in apparenza i battitori faranno bene, ma tantissime volte si limiteranno in realtà ad incassare uno strike (o a battere un foul, o a girare a vuoto) che non si vede nelle statistiche. Quindi vediamo cosa succeda in maniera “dinamica”, ossia sul primo lancio e dopo ogni transizione, usando i dati MLB nel 2011. Come vanno a finire i turni di battuta che partono 1-0 per esempio? E questo include magari un conto pieno che è passato per l’1-0:

  • Primo lancio: .330/.336/.523 (136 OPS+)
  • Dopo l’1-0: .272/.383/.438 (129 OPS+)
  • Dopo il 2-0: .289/.508/.481 (179 OPS+)
  • Dopo il 3-0: .294/.751/.499 (259 OPS+)
  • Dopo lo 0-1: .225/.265/.341 (68 OPS+)
  • Dopo l’1-1: .237/.304/.366 (86 OPS+)
  • Dopo il 2-1: .257/.388/.410 (124 OPS+)
  • Dopo il 3-1: .279/.578/.475 (199 OPS+)
  • Dopo lo 0-2: .169/.198/.253 (25 OPS+)
  • Dopo l’1-2: .180/.227/.274 (39 OPS+)
  • Dopo il 2-2: .195/.289/.301 (66 OPS+)
  • Sul conto pieno: .218/.447/.347 (126 OPS+)

Come detto le cifre del primo lancio (e tutte quelle intermedie) non sono necessariamente indicative: un battitore girerà il primo lancio solo se lo reputa un buon lancio da girare, mentre sullo 0-2 non ha lo stesso lusso. Si nota facilmente che quando ci sono più ball che strike, il vantaggio sia del battitore, mentre con pari ball e strike (o con più strike che ball), il vantaggio sia del lanciatore. Il conto pieno favorisce i battitori, perché naturalmente ogni ball concederà automaticamente una base su ball (per questo l’OBP è così alta) e quindi possono permettersi di avere pazienza.

Andare avanti nel conto concede vantaggi e benefici immediati ai lanciatori. Peraltro una cosa da rimarcare è come non importa come si arrivi al conto di 2-1 (da 2-0 o da 1-1), ma i vantaggi medi siano sempre gli stessi. L’unico conto variabile, come dimostrato, è l’1-1: se ci si arriva dallo 0-1, diventa più favorevole ai battitori, mentre se ci si arriva dall’1-0, è meglio per i lanciatori. In quel caso, il conto è anche influenzato dall’ultimo lancio precedente. Invece in tutti gli altri casi, è irrilevante il “percorso” effettuato. E’ anche interessante rimarcare come lo 0-1 ed il 2-2 si assomiglino tantissimo.

L’importanza di andare avanti nel conto è enorme. Andare 0-2 può ridurre all’impotenza anche gli hitters migliori. Il ragionamento l’ho spiegato, ma come mettono in pratica certe cose i lanciatori? Nella maniera più semplice possibile: variando il repertorio.

Le breaking balls sono i lanci più difficili da controllare, quindi quelli che concedono il maggior numero di ball ed il minor numero di strike. Per questo motivo i lanciatori useranno più fastball nei momenti di difficoltà (quando non possono permettersi di andare ancora indietro nel conto) e più breaking ball quando sono avanti. Quando sono avanti i lanciatori, i battitori dovranno difendere il piatto e fare attenzione a non incassare un altro strike (magari il terzo), viceversa i battitori possono permettersi di diventare più selettivi quando i lanciatori finiscono indietro. C’è anche un effetto arbitrale, che tende ad aiutare chi finisca indietro (lanciatore o battitore) ampliando o restringendo la zona, ma principalmente l’effetto sulle cifre deriva dal poter scegliere e dal repertorio dei lanciatori.

Fangraphs nelle sue pagine degli split mostra come il repertorio cambi lancio per lancio. E se persino uno come Roy Halladay, che controlla benissimo tutto il suo repertorio, riduce il numero di curve e split quando è indietro nel conto, capirete come il lavoro degli hitters sia più facile quando sono loro ad essere avanti: arriveranno più fastball (e cutter) e meno lanci secondari, inoltre possono diventare selettivi e girare solo gli strike più chiari. Con Josh Beckett è già più evidente, mentre con Papelbon è addirittura comico (95% di fastball sul 2-0, 83% sul 3-1). Per questo motivo avere l’abilità di lanciare qualsiasi cosa in qualsiasi conto, ed avere buon controllo dei lanci secondari, può aiutare un lanciatore in maniera immensa sia nell’efficacia, sia nel concedere meno basi su ball, perché può magari andare in vantaggio nel conto con una breaking ball e poi spiazzare il battitore. Semplicemente: sapere che stia per arrivare una fastball in zona di strike è meglio, rispetto a non sapere che lancio stia per arrivare e dove. Ovvio.

Anche avere uomini in base può cambiare l’approccio: per concedere meno BB un lanciatore potrebbe essere incline a lanciare più fastball. Inoltre Ivan Rodriguez non è molto apprezzato da alcuni lanciatori perché per massimizzare le sue possibilità di ottenere un CS chiamava troppe fastball, rendendo più semplice il compito dei battitori al piatto.

A livello strategico si possono eseguire particolari giochi in determinati conti, specie con un uomo in prima ed il battitore al piatto. Per esempio:

  • Se il lanciatore ha buon controllo e finisce indietro 2-1, si può provare un hit&run, aspettandosi uno strike su quel conto. E’ una strategia che può essere usata quando il battitore è in difficoltà per massimizzare il suo prodotto. Ad esempio Francona coi Red Sox adorava effettuare questa giocata con Varitek al piatto, specie quando faceva fatica.
  • Sui conti con 3 ball, si può provare un run&hit, col corridore che parte, ed il battitore che gira solo se il lancio è uno strike (altrimenti si prende la sua base su ball, spingendo in avanti il corridore comunque). Sul conto pieno questo può generare qualche doppio gioco strikeout-throw out, ma con un corridore veloce ed un battitore con buon occhio, può valerne la pena.
  • Con 2 out, i corridori devono sempre partire al contatto. Con 2 out e conto pieno devono partire sul lancio invece.
  • Sullo 0-2, o 1-2 con 2 out, si può provare una rubata: in caso di throw out, il battitore tornerà con un conto “pulito” nell’inning successivo.
  • Spesso si prova una rubata sui primi lanci per permettere al battitore di incassare senza finire troppo indietro nel conto. Al tempo stesso se il battitore è molto avanti nel conto, si cerca di lasciarlo battere (perché come si vede, le prestazioni migliorano drasticamente).
  • Con 3 ball si cerca di evitare i giochi, perché è un momento molto favorevole al battitore.

Ma queste sono cose molto generali. In realtà non esiste una scienza esatta, perché anche i giochi (come un hit&run) vanno messi in pratica nel momento che si ritiene più adatto. A volte un hit&run potrebbe funzionare sul primo lancio. Altre volte sullo 0-1. Dipende da chi è sul monte e da chi è al piatto, oltre che sulle basi.

Quello che è più importante sul conto è riuscire ad andare avanti, con buona disciplina. Questo non è solo importante per far stancare ed esporre le debolezze del lanciatore, o per ottenere una base su ball (tutto comunque positivo), ma anche per poter scegliere meglio il lancio da battere e causare maggiori danni. Infatti i danni maggiori i battitori li fanno quando mettono in gioco i lanci nei conti più favorevoli. Quando un battitore ha la luce verde sul conto di 3-0 ed ha un lancio abbastanza invitante da essere girato, batte .359 ma soprattutto ha una SLG di .704, davvero terrificante. E’ una questione dunque di selettività. Un buon occhio ed una buona disciplina al piatto migliorano il rendimento di un battitore a tutto tondo. Qui trovate i link agli split del 2011 per l’MLB.