Un aspetto che secondo me è molto sottovalutato nel baseball è la difesa dei ricevitori. Non solo si tratta del ruolo difensivamente più importante, ma spesso anche i coach faticano ad insegnare i fondamentali in maniera appropriata ai loro giocatori. E’ piuttosto comune, specie a livello amatoriale, vedere ricevitori che si impegnano ed hanno buone qualità ma non sapere come comportarsi dietro al piatto, senza rendersi conto di quali siano le proprie responsabilità.

Per molti le responsabilità dei ricevitori sono quelle di controllare il running game con un buon braccio, bloccare i lanci per terra e chiamare una buona partita, oltre a gestire i movimenti della difesa sulle palle in gioco (ed in particolare sui tiri dall’esterno). Tutto questo è vero, ma tralascia il fondamentale principale, che è proprio quello della ricezione o del “framing”, ed è di quello che voglio parlare adesso.

Come può un catcher fare la differenza semplicemente nel ricevere un lancio? Sebbene sia sottovalutato, un buon catcher può cambiare ben 8 chiamate ogni 100 (quindi la differenza con un pessimo ricevitore arriva fino a 16 ogni 100). I dati che lo dimostrano saranno inclusi alla fine. Se vi sembra poco, ripensateci: parliamo di quasi un lancio ogni 10, e questo significa che una squadra con un forte framer difensivo finisca per vincere circa 3 partite in più ogni anno rispetto ad una con un framer medio (ritroverete i dati in fondo al post), ma soprattutto bisogna ricordarsi che sia un’abilità sfruttabile nei momenti più delicati, quando il lanciatore fatica o c’è un hitter particolarmente pericoloso al piatto. Trovarsi 1-2 o 2-1 fa una differenza enorme, così come ottenere il terzo strike chiamato magari su una palla ai limiti.

Ma come può un ricevitore influenzare così tanto un arbitro e quali sono i “trucchi” del mestiere?

Intanto il concetto più semplice: deve ricevere la palla. Non deve inseguirla, acchiapparla, schiaffeggiarla o “accoltellarla”, ma semplicemente riceverla ed assorbirla con morbidezza. Avere un guanto morbido che sappia risucchiare dolcemente un lancio è fondamentale ed è un’abilità che a mio avviso non si insegna e non si impara, ma è prevalentemente innata e va adattata al ruolo con tantissime ripetizioni. Una volta che si ha questa dote, si possono seguire altre importanti indicazioni.

Quando prende posizione, il ricevitore deve mostrare un chiaro obiettivo al lanciatore. Il guanto non deve essere scosso e deve essere ben visibile nel punto in cui vuole che il lancio arrivi, prima che venga rilasciato dalla mano del lanciatore, in maniera da permettergli di mirare con più semplicità. Se non ci sono corridori in base, l’obiettivo deve essere sistemato con chiarezza da prima che inizi il caricamento.

Una volta che parte il lancio, inizia la relazione fra arbitro e ricevitore. Se il lancio è un chiaro ball, il ricevitore deve riceverlo senza troppi fronzoli. Fare il framing di tutti i lanci è uno spreco di tempo. Il ricevitore deve imparare a combattere le proprie battaglie e deve sapere quando provare a convincere l’arbitro. Provare a fare il framing di ogni singolo lancio non aiuterà l’arbitro a prendere decisioni favorevoli al ricevitore, ma annacquerà il valore ed il potere del framing stesso. Per framing si intende l’atto di ricevere la palla e tenerla immobile per un istante, per permettere all’arbitro di valutarla meglio, soprattutto se è all’interno della zona dello strike o sul cosiddetto “nero”, il margine della zona. I movimenti del corpo devono assolutamente arrestarsi per un istante.

Tenere la palla immobile è fondamentale: maggiore è il movimento del braccio o del corpo dopo l’avvenuta ricezione, e maggiore sarà la sensazione del ball per l’arbitro, inoltre si rischia di trascinare la palla fuori dalla zona dello strike. I ricevitori devono anche essere consci del fatto che se un lancio sul filo della zona non viene considerato uno strike da loro (dai ricevitori stessi), allora non lo sarà neanche per gli arbitri. Iniziamo a fare qualche esempio grafico (tutti i pezzi da cui ho tratto le .gif saranno linkati a fine post):

Questo è un lancio esattamente sul filo della zona contro Zobrist. Il ricevitore è Varitek, che chiaramente ritiene che il lancio sia un ball. La sua reazione non è quella di fare il framing, anche perché il lancio manca chiaramente l’obiettivo, finendo basso ed interno, ben lontano da dove ha sistemato il guanto. La reazione piuttosto è quella di muovere molto il braccio e non prova neanche a fermarla, trascinando la palla fuori dalla zona, ma non curandosene particolarmente. Il Pitch F/X mostra che il lancio sia effettivamente proprio sull’angolo, in una zona dove le chiamate dell’arbitro sono al 50/50. Ma il modo in cui Varitek riceve la palla rende impossibile la chiamata di strike: vi garantisco che nessuno si sia lamentato per la chiamata di ball e che anzi tutti, a partire proprio da Varitek, sarebbero stati enormemente sorpresi da una chiamata di strike. Noterete come il ricevitore dei Red Sox guardi immediatamente i piedi di Zobrist per vedere quale sia stata la reazione del battitore, senza indugiare sul comportamento arbitrale. Questo è un tipico caso di un ricevitore che ritiene di non dover “combattere la sua battaglia” sul lancio in questione, ma non è stato neanche aiutato dal pitcher che ha chiaramente mancato il suo obiettivo. I lanciatori che colpiscono il loro obiettivo con costanza (ossia quelli con maggior comando dei propri lanci) vengono costantemente premiati e di conseguenza anche i ricevitori che riescono ad enfatizzare questa caratteristica riescono ad ottenere più strike chiamati ed una zona più ampia da parte degli arbitri.

Nel caso di certi lanciatori, il comando riesce a dare vantaggi enormi. Per esempio Mariano Rivera, secondo questo studio, dal 2008 al 2010 ha avuto un vantaggio di 1.61 RA negli ultimi 3 anni. Rivera ha avuto 1.78 RA in quei 3 anni (39 punti concessi in 197 IP) quindi con un’ipotetica zona “computerizzata”, avrebbe avuto circa 3.39 di RA (74 punti in 197 IP), quasi raddoppiandola. Molto dell’abilità leggendaria di Rivera deriva dalla capacità di espandere la zona ed in effetti come vedrete i migliori nella classifica del link sono i lanciatori che piazzano la palla dove vogliono, mentre i peggiori sono dotati magari di grande talento ma hanno pochissimo controllo e comando. E’ un classico caso di pioggia sul bagnato: quelli con poco controllo (come magari Andrew Miller) già non riescono a colpire la zona, ma la loro incapacità di colpire il guanto del ricevitore restringe ulteriormente la zona (perché costringe i ricevitori a gesti esagerati per inseguire il lancio col guanto e col corpo), mentre quelli con molto comando riescono ad espanderla, dal momento che i ricevitori possono immobilizzare il corpo e pensare solo ad assorbire la palla. Ho pochi dubbi per esempio sul fatto che nei loro migliori anni Maddux e Glavine avrebbero assolutamente dominato un ranking del genere e non è un caso se Maddux ai tempi dei Braves non voleva che a riceverlo fosse Javy Lopez, straordinario hitter, ma preferiva un ricevitore con una mazza scadente come Henry Blanco che però gli permettesse di espandere la zona come piaceva a lui. E’ una relazione molto importante quella fra il comando del lanciatore e l’abilità del ricevitore. Per esempio, un lancio del genere (da Greinke a Gross, con Brayan Pena dietro al piatto) è quasi impossibile che venga chiamato strike al di là del ricevitore stesso:

Questo è uno strike per il Pitch F/X, ma è sul filo interno, mentre il ricevitore era sistemato sul filo esterno: costretto ad attraversare l’intera zona col guanto e col braccio, trascina la palla ancora più in là, non permettendo all’arbitro di dargli lo strike. Secondo molti sarebbe meglio una zona dello strike computerizzata. Sicuramente porterebbe ad una zona uguale per tutti i lanciatori e tutti i battitori, ma eliminerebbe quel gioco di guardie e ladri fra lanciatore, ricevitore ed arbitro che è estremamente affascinante e che porta a zone di strike diverse per ogni lanciatore ed ogni battitore, ma anche per i diversi ricevitori. In effetti bisogna ricordarsi sempre che un arbitro debba effettuare una chiamata solo successivamente al battitore (se lascia passare il lancio) ed al ricevitore (se effettua il framing), quindi il ruolo del ricevitore ha un’importanza colossale.

Un altro aspetto importante è ricevere la palla molto vicino al corpo, col gomito piegato e col guanto se possibile nascosto allo sguardo dell’arbitro, lasciando viaggiare la palla senza interromperne il volo precocemente. Per l’arbitro la palla entrerà quasi nel corpo, e quindi non potrà vedere eventuali movimenti impercettibili del polso e del guanto, utili per riportare in zona dello strike palle fuori di 5-10 centimetri. Inoltre dovrà sporgersi maggiormente fuori asse rispetto al lancio e sarà dunque più incline a dare il beneficio del dubbio su un lancio sul quale il ricevitore pratica un buon framing. Un esempio chiaro è questo lancio ricevuto da Jose Molina:

Il guanto è così vicino al corpo che la spalla del ricevitore lo impalla alla vista dell’arbitro. Il corpo e le spalle sono perfettamente immobili e quando l’arbitro allungandosi vede la posizione del guanto, lo vede ormai immobile in zona di strike, nonostante il ricevitore abbia “pescato” la palla dall’aria in pratica. La chiamata è quasi inevitabile ed il fondamentale di Molina è eccezionale. Guardate quanto piegato sia il gomito, quanto vicino sia al corpo e quanto poco si muova. L’esatto contrario di Ryan Doumit:

Doumit estende il braccio al massimo, bloccando il gomito molto davanti al corpo. Questo permette all’arbitro di vedere benissimo che Doumit riporti dentro la zona una palla forse un pizzico fuori (e non molto lontana dall’obiettivo originale, facendo dunque un movimento superfluo). Il movimento del guanto è piuttosto subdolo, ma è visto con estrema chiarezza. A peggiorare le cose c’è il movimento evidente della testa verso il basso da parte del ricevitore. E’ importante seguire il volo della palla con gli occhi, senza muovere troppo la testa. Testa e spalle sono quanto di più visibile ci sia per l’arbitro, quindi un loro movimento è la prima indicazione di un ball, ai loro occhi. Inoltre interrompere (estendendo il braccio) il volo di un lancio invece di riceverlo è un’altra piccola indicazione negativa. Doumit non ha necessariamente un cattivo guanto, ma il suo linguaggio del corpo è terribile e fa tutte le cose sbagliate. Nonostante la palla sia uno strike, viene chiamata ball. Doumit a tutti gli effetti fa un disservizio alla propria squadra e vale a poco lamentarsi dell’arbitro perché qui c’è un chiaro problema di fondamentali. Ad esempio questo lancio ricevuto da Lucroy (esattamente a specchio rispetto a Doumit) è stato invece chiamato strike:

Lucroy fa tutto bene. Minimi movimenti fisici, minimo movimento del guanto, ricezione vicina al corpo, guanto morbido. Ci sono anche casi in cui il guanto è morbido, vicino al corpo, ma è il braccio a muoversi troppo:

In questo caso il ricevitore gira il guanto dal lato sbagliato e per ricevere la palla solleva il gomito in maniera esasperata, dando ancora la sensazione del ball all’arbitro.

Altre cose da non fare:

  • Non buttarsi sulle ginocchia su un lancio in zona di strike.
  • Non far crollare le spalle.
  • Non girare il guanto dal lato sbagliato.
  • Non estendere il braccio, non solo perché il guanto diventa visibile come nel caso di Doumit, ma anche perché concede più “range”. Anche ai prima base viene insegnato di non allungarsi finché non è strettamente necessario. Se un difensore ha il braccio già esteso, ha meno flessibilità ed agio di movimenti. Questo vale in prima base, ma anche per i ricevitori. Se la palla è molto fuori zona o per terra, un braccio esteso consentirà meno adeguamenti fisici al lancio.
  • Bisogna lasciare che la palla entri nel guanto, perché estendere la mano per andare ad incontrarla prima del dovuto indurrà l’arbitro a chiamare un ball.

L’arbitro prima di chiamare il lancio, “chiama” il ricevitore. Non basta ricevere la palla, ma bisogna farlo bene. L’impatto di una buona ricezione inevitabilmente aiuta il lanciatore, come mostrato nell’articolo di sopra proprio sui lanciatori.

Per vedere altri paragoni di lancio, consultate questo articolo di Jeff Zimmerman (da cui ho preso alcune immagini).

Questo è un eccellente pezzo di Mike Fast che quantifica l’abilità del framing e fa alcuni esempi (anche da qui ho preso alcune immagini).

Anche il “nostro” Max Marchi, in arte Prof. Pepper, ha scritto questi due pezzi in materia, molto interessanti.

Infine Bojan Koprivica ha sommato tutte le abilità dei catchers, ossia il “blocking” (studiato in una maniera innovativa), la ricezione e l’attacco per vedere chi siano stati i migliori ricevitori tout-court del 2011.

C’è tantissimo da leggere e da analizzare, sia in maniera qualitativa che quantitativa, ma per me ne vale abbondantemente la pena. Buone letture.